Comunicato Stampa

Categoria: Comunicazioni comitato provinciale Pubblicato: Mercoledì, 15 Giugno 2011 Stampa Email

Nonostante il boicottaggio sistematico da parte dei grandi mass media, nonostante i tentativi trasversali di trasformare la campagna referendaria nell'ennesimo scontro politicista tutto interno al Palazzo, le donne e gli uomini della provincia di Como hanno risposto con una straordinaria partecipazione al voto e con un'inondazione di SI’ (affluenza del 52.86% - SI’ 92.98% - 93.63%).
SI, la gestione dell'acqua deve essere sottratta al mercato; SI, sull'acqua non si possono fare profitti. Questo hanno detto anche i cittadini comaschi vincendo una grande battaglia di civiltà.
E' stata una campagna straordinaria che ha attraversato ogni angolo della provincia con allegria e determinazione. E i comaschi hanno risposto, dimostrando, insieme al resto degli italiani, come un'intera società sia in movimento per la riappropriazione sociale dell'acqua e dei beni comuni.
Da oggi molto cambierà
Con questo straordinario voto, per la prima volta dopo due decenni, il popolo italiano ha sonoramente sconfitto le politiche liberiste e l'idea che l'intera vita delle persone debba essere assoggettata al mercato.
Le donne e gli uomini della nostra provincia hanno detto con chiarezza che un altro mondo è possibile, che la gestione dell'acqua deve essere ripubblicizzata, che i beni comuni devono essere difesi.
Questo limpido voto dice anche quali dovranno essere i prossimi passi.
Con la vittoria dei Sì al primo dei quesiti referendari, viene abrogato l’art. 23 bis del famigerato Decreto Ronchi, con cui l’acqua era stata definita un “servizio pubblico di rilevanza economica”, cioè una merce. Lo stesso Decreto imponeva a tutti i comuni di mettere sul mercato - entro il 31 dicembre del 2011 - la gestione dei servizi idrici. Pertanto ora i comuni e le province potranno optare per una gestione totalmente pubblica dei loro acquedotti, nell’interesse dei cittadini/utenti.
Con la vittoria dei Sì al secondo quesito, viene abrogata la cosiddetta “remunerazione del capitale investito”, pertanto ora la tariffa del servizio idrico non dovrà computare il profitto sulla gestione degli acquedotti.
Ma in Lombardia la vittoria dei Sì assume anche un altro valore: infatti con l’abrogazione del Decreto Ronchi viene rimessa in discussione la legge regionale 21/2010 che, applicando l’art. 23 bis, obbliga alla privatizzazione dell’acqua nella nostra regione. Si ricorda che i Comitati acqua della Lombardia avevano fortemente contestato la legge regionale, approvata dalla sola maggioranza del Consiglio Regionale.
Ora in Lombardia, così come in tutta Italia, l’acqua dovrà essere gestita solo a livello pubblico, scongiurando la privatizzazione delle gestioni. Dal 2007 è depositata in parlamento una legge d'iniziativa popolare, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua - di cui facciamo parte - con oltre 400.000 firme che deve essere immediatamente portata alla discussione ampia e partecipativa delle istituzioni e della società.
E' stata una straordinaria traversata per l'acqua e la democrazia. E' il tempo della festa. In tutte le piazze. Con tutte le donne e gli uomini che ci hanno creduto. Ora possiamo guardare al futuro con nuova fiducia.

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