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Italia

ΙΝDΙCΕ

Premessa

Capitolo 1
Il paradosso dell'emergenza idrica e la preservazione quali/quantitativa dell’acqua

Capitolo 2
Acqua liberata dal profitto e dagli usi impropri
2.1 Nel ciclo alimentare
2.2 Nel ciclo dell'energia
2.3 Nelle metropoli

Capitolo 3
L'acqua come bene comune e diritto fondamentale

Capitolo 4
Dalla “Tragedia dei beni comuni” alla “Ragionevole follia dei beni Comuni”

Capitolo 5
Il Rilancio delle privatizzazioni
5.1 La dispersione idrica e lo stato delle reti
5.2 L'aumento delle tariffe non è la soluzione, ma parte del problema
5.3 Un piano straordinario per la ristrutturazione e il rinnovamento delle reti idriche
5.4 Le società quotate e il caso A2A
5.5 L'Autorità per l’energia elettrica, gas e il sistema idrico – AEEGSI (oggi Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - ARERA)

Capitolo 6
La difesa e la preservazione dell’acqua è globale

http://www.acquabenecomune.org/attachments/Documento_Forum_Acqua_2018_def_impaginato.pdf

 

Fatti, analisi, argomenti e proposte.

di Riccardo Petrella

La stampa nazionale e locale ha dato un certo risalto alla delibera dell’AGEESI (Agenzia per il Gas e l’Energia Elettrica ed il Servizio Idrico) del 23 dicembre 2017 con la quale, in applicazione del DPCM del 13 ottobre 2016 (Tariffa sociale del servizio idrico integrato), l’agenzia ha deciso di accordare a partire dal 2018 un ‘bonus acqua’ (o idrico), in concreto il non pagamento dei primi 50 litri d’acqua potabile per persona alle famiglie con reddito non superiore a 8.017,5 euro annui (certificato ISEE- Indicatore di situazione economica equivalente). Alcuni giornali hanno inneggiato alla misura facendo credere ch’essa abbia introdotto in Italia il diritto all’acqua potabile, generalmente fissato dalla comunità internazionale all’accesso gratuito di 50 litri al giorno per persona.

Leggi tutto: Un ‘bonus acqua’ agli impoveriti non significa realizzare il diritto all’acqua

Comunicato stampa del 07/07/2017
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto sulla Valutazione di Impatto Ambientale.

Sanatoria è per tutti, si premiano i furbi.

La Commissione VIA nazionale verrà nominata senza procedure concorsuali obbligatorie alla faccia della meritocrazia.
 
Forum H2O: pochissimi miglioramenti rispetto alla bozza, è una schifezza da contrastare in tutte le sedi.
 
Il Governo Renzi/Gentiloni vara le nuove norme sulla Valutazione di Impatto Ambientale e sdogana le procedure "in sanatoria" e postume per opere già realizzate o già cantierizzate.

Cave, industrie insalubri con emissioni in atmosfera, impianti per rifiuti e decine di altre tipologie di attività con impatto potenziale sull'ambiente e sulla salute: tutto potrà essere "sanato" a posteriori con una piccola multa se scoperti ad operare senza aver svolto la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Un procedimento, quello della V.I.A., che per unanime giurisprudenza (e logica) è intrinsecamente di carattere preventivo per evitare problemi all'ambiente e alla salute dei cittadini, potrà essere tranquillamente scavalcato mettendo tutti davanti al fatto compiuto.

Leggi tutto:  Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto sulla Valutazione di Impatto Ambientale.

Roma, 18 ott. - (AdnKronos) - Secondo il quinto rapporto del Gruppo Intergovernativo degli Esperti sull'Evoluzione del Clima (Giec) i cambiamenti climatici stanno avendo un forte impatto sulla disponibilità di acqua dolce. E' stato stimato che per ogni incremento di 1°C della temperatura terrestre, un ulteriore 7% della popolazione mondiale vedrebbe ridursi del 20% la propria disponibilità di risorse idriche. Insomma l'acqua è la prima vittima del disordine climatico in atto.

Le conseguenze economiche ed ecologiche rischiano di diventare molto serie: i dati diffusi dall'Oms confermano che il 90% dei disastri naturali è legato all'acqua ed entro il 2030 le persone colpite dalle inondazioni sarà tre volte superiore all'attuale. Secondo le stime del World Water Development delle Nazioni Unite del 2015, la crescita della popolazione mondiale e della domanda di beni e servizi favoriranno un forte aumento del consumo di acqua ed è prevedibile che entro il 2030 la risorsa oggi disponibile subisca una drastica riduzione del 40%, a meno che non vengano migliorati significativamente gestione e servizio.

Leggi tutto:  E' l'acqua la prima vittima del disordine climatico. La parola ai protagonisti

La cosiddetta “emergenza idrica” è provocata dalla cattiva gestione e dalla privatizzazione ma si continua a far finta di nulla e a insistere su progetti che rischiano di devastare quanto rimane del residuo patrimonio idrico italiano.

I dati che stanno circolando sui media in questi giorni (diminuzione della disponibilità d'acqua, crollo delle precipitazioni e delle portate di fiumi e sorgenti, aumento delle temperature medie) fanno emergere in tutta la sua drammatica realtà l'acuirsi di una crisi idrica che viene da lontano.

Purtroppo, anche in questa occasione, il dibattito che si è sviluppato nel paese viene piegato agli interessi delle grandi lobby economico-finanziarie che provano così a rilanciare la strategia volta alla definitiva mercificazione del bene acqua e addirittura a mettere sul banco degli imputati i referendum del 2011.

Per l'ennesima volta si prova a cancellare con un tratto di penna e a rimuovere dalla coscienza delle persone le reali cause di una crisi che, come scriveva V. Shiva nel 2003 nel libro "Le guerre dell'acqua", è una crisi ecologica che ha cause commerciali ma non soluzioni di mercato.

Addirittura si arriva a prospettare come cura esattamente la causa scatenante della malattia, ossia la sottomissione dell'acqua alle regole del mercato, del profitto e della concorrenza.

E', altresì, evidente come la crisi idrica che si sta palesando in questi giorni in Italia sia il risultato del matrimonio tra il ciclo dell’acqua e il ciclo economico, essa è dovuta principalmente alla scarsità di questa risorsa. Scarsità “man-made”, cioè prodotta dall’uomo, tramite: sovrasfruttamento degli acquiferi, inquinamento delle falde e del reticolo fluviale superficiale, urbanizzazione, con conseguente diminuzione della disponibilità, divisione tra consumo agricolo, industriale, uso civile.

Leggi tutto: Un'emergenza idrica che fa acqua da tutte le parti - Dalla gestione privatizzata a dieci esempi di...