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Comunicazioni comitato provinciale

L'assemblea dei Sindaci di Como Acqua del 15 novembre scorso si è chiusa con il NO al processo di fusione delle dodici società operative sul territorio provinciale.
105 i comuni presenti all'assemblea dei soci, di cui solo quattro hanno espresso voto contrario. Nonostante il 61% dei voti favorevoli non è stato raggiunto il quorum necessario del 66,66%.
Tra gli assenti anche 16 Comuni in cui il consiglio comunale aveva deliberato favorevolmente alla fusione.
A causa della scelta compiuta da una minoranza dei Comuni soci, ora si rischia la messa gara europea per l'affidamento della gestione dell'acqua a un gestore privato.
Affinché la gestione rimanga nelle mani dei Sindaci e di un gestore pubblico, per scongiurare l'affidamento a gestore privato, il Comitato Comasco Provinciale per l'Acqua Pubblica indice un presidio in difesa dell'acqua pubblica giovedì 23 dalle 20.00 a Como, in piazza San Fedele.
L'invito è esteso anche ai Sindaci che si sono spesi, e si stanno spendendo, per portare a compimento il  processo di affidamento al gestore pubblico, Como Acqua srl,  società in house.

Leggi tutto: presidio in difesa dell'acqua pubblica giovedì 23 novembre 2017 dalle 20.00 a Como, in piazza San...

Il Comitato Comasco Acqua Pubblica è sconcertato per la mancata conclusione dell’affidamento del servizio idrico provinciale alla società pubblica Como Acqua srl.

Il rischio concreto è ora quello di consegnare ai privati la gestione dell’acqua per i prossimi 20 anni! Un rischio che andrebbe contro la volontà della maggioranza dei cittadini, che al Referendum del 2011 si sono espressi in tutta Italia (provincia di Como inclusa) per la gestione totalmente pubblica dei servizi idrici.

Nel rispetto dell’esito referendario, fin dal 2014 l’Amministrazione Provinciale e i sindaci comaschi avevano opportunamente deciso l’affidamento alla società unica provinciale, Como Acqua appunto. Questo percorso non si poteva, e non si può, interrompere solo perché vi è stato un cambio amministrativo in alcuni comuni!

Infatti la responsabilità, grave, dello stop a Como Acqua è dei comuni di Como, Cantù ed Erba, ma anche di tutti gli altri che non si sono presentati all’assemblea societaria di ieri, mercoledì 15.11, che doveva appunto concludere l’iter di affidamento della gestione a Como Acqua.

Ora questi comuni potrebbero essere chiamati a rispondere dell’eventuale danno erariale alle casse pubbliche, nel momento in cui, dal 2014 a ieri, sono stati spesi fondi pubblici per la costituzione della società Como Acqua. Potrebbe addirittura essere la Corte dei Conti a intervenire.
 
Come detto, ora il pericolo deriva dalla possibile messa a gara (di livello europeo) della gestione dell’acqua, col concreto rischio di privatizzazione.
Per questi motivi il Comitato Comasco Acqua Pubblica fa appello ai sindaci di tutta la provincia affinché venga trovata al più presto una soluzione che possa salvare il processo di affidamento a Como Acqua.
Del resto, sarebbe sufficiente una maggioranza dei 2/3, che mercoledì non è stata raggiunta per pochi voti. Basterebbe che quei sindaci che erano assenti (alcuni di questi con mandato di votare a favore deciso nei loro Consigli Comunali), si presentassero ad una nuova assemblea societaria.
 
Nel frattempo, i sindaci di Como, Cantù, Erba (e magari il “regista” dell’operazione contro Como Acqua, ovvero il consigliere regionale Fermi) dovrebbero spiegare ai loro concittadini i veri motivi del loro stop, che non è il pretestuoso esito delle perizie di stima che, semmai, si potevano e si possono rivedere cammin facendo.
 
Il Comitato insiste quindi nell’appello affinché si arrivi finalmente all’operatività di Como Acqua srl. Il tutto con il primario obiettivo di far partire gli investimenti necessari per migliorare il servizio idrico in tutta la provincia di Como, in particolare nel settore della depurazione delle acque, su cui la provincia di Como è a rischio infrazione.
 
 
Como, 16.11.2017

in allegato troverete le  lettere che il Comitato ha scritto per i candidati sindaci per le elezioni dell'11 giugno 2017

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Il Comitato Comasco Acqua Pubblica interviene nuovamente sulla questione dell’affidamento del servizio idrico a Como Acqua srl.
Il Comune di Como non ha ancora preso apertamente posizione sull’ultima fase per rendere operativa la nuova società Como Acqua srl.
La discussione è stata calendarizzata per la seduta del Consiglio del prossimo 13 novembre.
Siamo a conoscenza che, nel frattempo, con lungimiranza la Giunta avrebbe ritirato la proposta di votare contro alla delibera che riguarda proprio il “progetto di fusione per incorporazione e scissione parziale di diverse società in Como Acqua”.
Secondo il Comitato si è perso fin troppo tempo, per cui a questo punto è necessario lasciare da parte gli aspetti tecnicistici (che spesso vengono solo usati strumentalmente da alcuni partiti per “riposizionarsi” ai vertici della nuova azienda pubblica) e arrivare al più presto all’operatività di Como Acqua. In caso contrario il rischio sarebbe quello della privatizzazione!
Rammentiamo nuovamente che, se non venisse concluso in breve tempo l'affidamento da parte di tutti i comuni comaschi (e l’adesione del Comune di Como è tra quelle mancanti) alla società Como Acqua, vi è il pericolo di buttare alle ortiche il percorso scelto dagli stessi comuni fin dal 2011. Il rischio è quello di dover mettere a gara l'affidamento del servizio, gara che significherebbe aprire ai privati, con le ben note criticità evidenziate durante la campagna referendaria e annullando di fatto il risultato del referendum del 2011, con cui la maggioranza degli italiani (e quindi anche dei cittadini della provincia di Como) si erano espressi in maniera chiara e inequivocabile per la gestione totalmente pubblica dei servizi idrici.
Il Comune di Como, ricordiamo, ha votato due volte (giunta Bruni e giunta Lucini) per l’affidamento in house e ha collaborato attivamente per la stesura dello statuto della società Como Acqua.
Per tutti questi motivi il Comitato fa appello al comune di Como, affinché approvi nel consiglio comunale del 13 novembre il progetto di fusione delle società partecipate, arrivando finalmente all’operatività entro breve tempo di Como Acqua srl.
Il tutto con il primario obiettivo di far partire gli investimenti necessari per migliorare il servizio idrico in tutta la provincia di Como.

 

Comitato Comasco Provinciale per l’Acqua Pubblica

www.acquacomo.it   
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Enzo ci ha lasciati,

Amico, compagno di tante battaglie e socio della nostra associazione,

ti ricordiamo sul campo, con tua moglie, ma anche con quella famiglia allargata che erano i tuoi rifugiati, sei stato per loro padre, fratello e consulente.

ci mancherai, un abbraccio da tutti noi.


ricordo di Giuseppe Costingo  -

Ha sempre trascurato la propria persona, sembrava che non gli importasse di curare la salute salvo quel tanto che gli permettesse ancora di essere provocatorio,
sgradevole, sempre pronto allo scherzo con tutti, tutti inviti a non seguire pedestramente i "greggi belanti della politica".
Ho litigato seriamente con lui una sola volta nel periodo della raccolte firme per l'acqua pubblica. Quella volta capii chi fosse Enzo. Poteva sopportare tutto salvo che essere escluso dai punti caldi dell'iniziativa politica.
Mai allineato, rigoroso e apparentemete disordinato, coerente con una sua personale e visionaria idea della poltica, poteva sembrare sgradevole, ma sicuramente onesta.
Una volta si presentò alla segreteria del comitato per l'acqua con quattro rifugiati curdi che aveva coinvolto nella diffusione di volantini, non ho mai capito come avesse fatto a mobilitarli per la campagna referendaria. Si potrebbe raccontare ancora molto ma mi fermo qui è ancora troppo intenso lo sgomento. Poco fa ho parlato con Luigino che è stato generosamente vicino ad Enzo fino alla fine.
Mi ha detto che i funerali si terranno alla chiesa di Casnate domani alle 14. Spero di stare bene e portargli anch'io l'ultimo saluto.