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Italia

IL COMITATO DIRETTIVO

  • Visto il testo della manovra approvata con il voto di fiducia al Senato e visto l’annuncio del voto di fiducia alla Camera;
  • Considerato che è mancata con il Governo una forma di concertazione istituzionale improntata alla leale collaborazione;
  • Ritenuto che i contenuti della manovra mortificano la dignità dei Comuni Italiani eliminando sostanzialmente ogni forma di autonomia;
  • Verificato che gli effetti della manovra sulla crescita saranno fortemente negativi e che le regole del PSI impoveriranno ancora di più le imprese e le famiglie italiane.

Tutto ciò premesso

il Consiglio Direttivo dell’Anci

  • proclama l’innalzamento del livello di mobilitazione e annuncia per il 15 settembre l’indizione di una giornata nazionale di protesta (giornata in comune) che si svolgerà contemporaneamente in 8094 Comuni durante la quale i Sindaci riconsegneraanno al Governo la delega su Anagrafe e Stato civile e saranno aperte le porte dei municipi alla cittadinanza per dare notizie sui costi dei comuni e per dare informazioni sugli effetti della manovra nei singoli enti. Invita altresì i comuni italiani ad avviare azioni legali per il recupero delle somme dovute dallo stato per il funzionamento degli uffici giudiziari;
  • annuncia il ricorso alla Corte Costituzionale contro gli art. 4 e 16;
  • invita i gruppi parlamentari della Camera di maggioranza e opposizione ad approvare un odg per istituire una commissione mista e paritetica con la quale  avviare il processo di riordino istituzionale e sulle regole del PSI come già promesso dal Governo
  • richiede l’immediata convocazione di un incontro per discutere il DDL costituzionale sul pareggio di bilancio ed in materia di province
  • procede alla formulazione di 4 proposte per il rilancio del Paese da condividere con le Province e le Regioni, le parti sociali ed il Terzo settore, da approvare a Brindisi in occasione della prossima assemblea congressuale, in materia di:

1.  Riorganizzazione istituzionale

2.  Welfare, sociale e servizi

3.  Spending review e priorità della spesa

4.  Crescita e nuove regole del Patto di Stabilità Interno.

  • Invita le Anci Regionali a procedere a forme di mobilitazione regionale
  • Conferma la riunione degli amministratori locali per il 23 settembre a Perugia e la contestuale convocazione del Consiglio Nazionale.

Roma, 8 settembre 2011

In calce alla lettera troverate l'elenco delle e-mail dei deputati


No alla privatizzazione dei servizi pubblici locali!

Si rispetti l'esito dei referendum del 12 e 13 giugno!

 

Venerdì 9 e sabato 10 settembre chiediamo ai Deputati di rispettare la volontà popolare espressa con i referendum

Leggi tutto: Mailbombing - 9 e 10 settembre azione di pressione sui Deputati

La Corte di Cassazione ha oggi proclamato la vittoria dei Sì ai referendum del 12 e 13 giugno. I due quesiti sull'acqua sono quelli che hanno registrato il più alto numero di votanti, (27.689.455 il primo, 27.690.714 il secondo) e il maggior numero di Sì (25.931.531 il primo, 26.127.814 il secondo).

Il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune si aspetta che a fronte di una così chiara espressione della volontà popolare, venga al più presto discussa e approvata in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare depositata alla Camera dei Deputati già nel 2007, proposta che va nella direzione di un governo pubblico e partecipativo del servizio idrico così come lo intende la maggioranza degli italiani.

Allo stesso modo, il Comitato chiede a tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali e a tutti gli enti locali di ottemperare immediatamente a quanto abrogato dai quesiti referendari, predisponendo gli atti necessari a togliere “l'adeguata remunerazione del capitale” dalla tariffa e ad avviare percorsi di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.

 

Roma, 14 luglio 2011

Appello: la manovra finanziaria di Ferragosto 2011 è incostituzionale

 

SOTTOSCRIVI L'APPELLO!

LEGGI L'ELENCO DI CHI HA SOTTOSCRITTO

 

LEGGI l'intervista ad Alberto Luca, il Commento di Ugo Mattei, l'adesione del Laboratorio politico Alternativa

Appello dei giuristi estensori dei quesiti referendari per l’ acqua bene comune e prime adesioni.


La lettura della manovra di Ferragosto e del dibattito politico che ne ha accompagnato la presentazione produce una sensazione di profonda preoccupazione in chi ha a cuore la democrazia ed i beni comuni. Impressiona in particolare la disinvoltura con cui si maneggia una materia tanto delicata e fondativa di un ordine giuridico legittimo quanto quella della gerarchia delle fonti del diritto. La manovra mette in moto una sorta di processo costituente de facto che di per sé denuncia la natura profondamente incostituzionale, a diritto vigente, della filosofia ispiratrice dell’intero provvedimento.

Al primo articolo si legge infatti che il Decreto legge è emanato “In anticipazione della riforma volta ad introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio”. All’art. 3 si aggiunge che:“In attesa della revisione dell’art.41 della Costituzione, Comuni, Provincie, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge”.
L’art. 41 è uno dei perni della Costituzione economica italiana vigente. Esso sancisce che : “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
In Italia il processo di revisione costituzionale può svolgersi soltanto ai sensi dell’art. 138 Cost. che prevede doppia votazione in ciascuna Camera ed eventuale referendum confermativo. Fino a che questa revisione costituzionale non è avvenuta, la vigente Costituzione economica italiana è quella mista, che prevede un sistema di libera iniziativa privata sottoposto tuttavia a controlli anche preventivi volti a salvaguardare l’interesse sociale e la dignità della persona e l’ambiente . Cancellare per decreto ogni potere di controllo politico sull’attività economica costituisce una violazione palese e profonda del nostro tessuto costituzionale vigente che lo sbilancia in modo ancora più evidente a favore dell’interesse privato (spesso multinazionale) ai danni di quello delle persone comuni.
A ciò si aggiunga che la nostra Costituzione struttura uno stato sovrano cui non può essere precluso da poteri esterni di qualsivoglia natura di investire sul lungo periodo, promuovendo la persona umana ed il suo sviluppo oltre a molteplici altri valori non economici (solidarietà, ambiente, paesaggio, ricerca scientifica, istruzione) anche nell’interesse delle generazioni future. Il Decreto viola inoltre la funzione costituzionale del risparmio, frutto dei sacrifici dei lavoratori, di cui all’art. 47 della Costituzione. La preconizzata costituzionalizzazione del pareggio di bilancio rende impossibile l’investimento sociale ed impone una visione aziendalistica dello Stato che la nostra costituzione non contiene in alcun modo ma che è soltanto una delle cifre di quel fallimentare modello neoliberista, ancora troppo potente anche in Europa, che non ammette di aver prodotto la profonda crisi attuale.
E’ assolutamente necessario affermate con forza che il popolo sovrano, composto nella stragrande maggioranza di quelle persone comuni ai cui danni la crisi si sta orchestrando, si è espresso appena due mesi fa nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione tramite i referendum in modo politicamente inequivocabile contro il modello di sviluppo neoliberista che il Decreto di ferragosto ripropone pervicacemente. In particolare, sul piano del diritto costituzionale vigente non può essere riproposta la privatizzazione\liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Il clima di emergenza internazionale va verificato nella sua reale portata politica prima di affrettare manovre di pareggio dei conti in contrasto con i valori di solidarietà sociale della nostra Costituzione.
È questa, non quella dei mercati finanziari, l’indicazione politica che occorre seguire in Italia: un’indicazione inequivocabile che dopo vent’anni di neoliberismo ha affermato a maggioranza assoluta che, nel governo dei beni comuni, il privato non è sempre “la soluzione” ma molto spesso è esso stesso “il problema”. Il popolo ha fatto pervenire un’ indicazione politica chiara volta a riequilibrare il rapporto fra privato e pubblico a favore di quest’ultimo, dando immediata e piena attuazione agli artt. 41, 42 e 43 della Costituzione.
Di fronte a questo scenario sconcertante, che fa emergere una vera e propria emergenza beni comuni, rivolgiamo un appello al movimento referendario tutto affinché esso dichiari conclusa la stagione referendaria specifica, investendo di qui in poi energia e risorse (incluse quelle del rimborso elettorale) per dare finalmente voce autorevole e rappresentanza politica seria alla necessità urgente di invertire la rotta rispetto alla privatizzazione ed al saccheggio dei beni comuni.
Alle forze politiche di opposizione ed al sindacato (in particolare la CGIL) chiediamo di consultare immediatamente le loro basi su questo cruciale spartiacque facendosi successivamente paladini di una ristrutturazione seria del settore pubblico informata alla piena tutela dei beni comuni, del patrimonio pubblico, della sovranità popolare e dei valori della nostra Costituzione.
Agli amministratori infine, chiediamo di rispettare rigorosamente la Costituzione vigente, disapplicando se del caso, in ottemperanza di un preciso obbligo costituzionale di tutti i pubblici ufficiali, quelle parti del Decreto di ferragosto che più brutalmente tradiscono la volontà popolare emersa dai referendum di giugno.
Alla cittadinanza onesta e a quanti hanno accesso al sistema mediatico infine estendiamo un invito a sottoscrivere questo appello su www.siacquapubblica.it, a sostenerlo promuovendone la conoscenza e la diffusione.


I giuristi estensori dei quesiti referendari sull’ acqua bene comune: Alberto Lucarelli, Ord. Univ Napoli, Assessore ai Beni Comuni, Napoli, già componente Commissione Ministeriale per riforma dei beni pubblici; Ugo Mattei, Ord. Univ. Torino, già vice-presidente Commisssione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici; Luca Nivarra, Ord. Univ. Palermo, già componente Commisione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici; Gaetano Azzariti, Ordinario di Diritto Costituzionale, Università di Roma La Sapienza.

Primi firmatari
Livio Pepino, Ex magistrato, già Componente CSM; Alex Zanotelli, Missionario Comboniano; Giorgio Airaudo, Responsabile auto, Segretaria Nazionale FIOM; Gabriele Polo, Direttore Editoriale, Il Manifesto; Giorgio Parisi,Fisico, Accademico dei Lincei.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua apprende dell'avvenuta calendarizzazione in Commissione Ambiente della Camera per il prossimo 7 di luglio della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal Forum nel 2007. Si tratta del primo, significativo, passo avanti nella direzione della ripubblicizzazione dei servizi idrici dopo la straordinaria vittoria referendaria. Un passo avanti atteso dai 26 milioni di cittadini che hanno detto sì ad una gestione pubblica e partecipata dell'acqua. È necessario e imprescindibile l'immediato coinvolgimento del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, promotore della legge, nella discussione. Già nell'Assemblea Nazionale del 2-3 luglio era stata condivisa la volontà di mettere in campo tutte le iniziative necessarie all'approvazione della legge in Parlamento. A questo proposito il Forum ha chiesto un incontro urgente all'On. Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente alla Camera.