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Il Coordinamento regionale Acqua pubblica chiede una nuova norma regionale sui servizi idrici

Già 500 adesioni all’Appello per cambiare l’attuale legge regionale sull’acqua

Milano, 20 marzo 2012 – “In Lombardia serve al più presto una nuova legge regionale per l’acqua pubblica!”. In vista della Giornata Mondiale per l’Acqua (che si celebra il 22 marzo), alzano la voce i Comitati per l’acqua pubblica della Lombardia, che da sempre contestano i contenuti dell’attuale legge lombarda (la n. 26 del 2003), che di fatto prevede ancora la privatizzazione dell’acqua, ignorando la vittoria dei Referendum nazionali del giugno 2011, che hanno abrogato la norma nazionale (il Decreto Ronchi) che obbligava a mettere a gara la gestione degli acquedotti.

I Comitati chiedono appunto di modificare le “storture” contenute nella vigente norma regionale, ovvero cancellare il riferimento al Decreto Ronchi (che obbliga a privatizzare l'acqua), e adeguarsi alle sentenze della Corte Costituzionale che in due occasioni ha sancito l’incostituzionalità della medesima norma regionale fortemente voluta da Formigoni.

 

A tal proposito, il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica, ha lanciato un Appello per l'acqua pubblica in Lombardia (www.contrattoacqua.it/public/up//News%202011/Acqua_Lombardia_Appello%202011.pdf), per chiedere le modifiche alla legge regionale. L’Appello ha già ricevuto più di 500 adesioni, tra cui molti sindaci, assessori, consiglieri comunali e provinciali, oltre che associazioni e comitati (le nuove adesioni vanno inviate a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Come si legge nell’Appello, i Comitati per l’acqua pubblica chiedono di:

-          salvaguardare la titolarità dei Comuni nel governo dei servizi idrici, prevedendo forme di partecipazione della cittadinanza alle scelte sulla gestione dell’acqua;

-          garantire la gestione totalmente pubblica dell’acqua, attraverso l’affidamento ad aziende di diritto pubblico di proprietà dei Comuni;

-          avviare un confronto politico per la riorganizzazione complessiva del servizio idrico, che va ridefinito quale “servizio di interesse pubblico generale, privo di rilevanza economica”, attraverso la valorizzazione dei bacini idrografici esistenti in Lombardia, che devono essere amministrati dai Comuni e affidati in gestione ad aziende di diritto pubblico, garantendo il diritto all’acqua secondo principi di solidarietà.

L’attuale legge regionale rischia di diventare un pretesto per quelle province che, ignorando l’esito dei Referendum di giugno 2011, vogliono privatizzare la gestione dell’acqua. In particolare sono le province di Cremona, Mantova e Monza che, con modalità diverse, vorrebbero far entrare i privati nella gestione dei servizi idrici.

Per tutte queste ragioni i Comitati sollecitano il Consiglio Regionale ad approvare una nuova legge che garantisca la gestione totalmente pubblica degli acquedotti!

 

Coordinamento Comitati Acqua Pubblica Lombardia