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News

E' convocata per lunedi 18 luglio  presso ARCI Como via Lissi 6

Cari concittadini,
           molti di voi hanno condiviso con noi del Movimento per l'Acqua Pubblica sia la raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare del 2007 sia la campagna referendaria e il voto del 2011.
Martedì, 15 marzo 2016, in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, è stata votata una serie di emendamenti, in particolare quello che cancellato l’art. 6, che hanno provocato lo stravolgimento del testo della Legge di Iniziativa Popolare (LIP) del 2007 che finalmente era stato posto in discussione dopo circa 9 anni. Di conseguenza, il gruppo di parlamentari aderenti al M5S ed a SEL, firmatari del testo originale, hanno ritirato le loro firme.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha dichiarato di non riconoscersi più nel testo ormai stravolto rispetto a quello per il quale nel 2007 aveva raccolto oltre 420.000 firme di cittadini elettori. Il relatore Borghi (PD) ha dichiarato, invece, che cassando l'art.6 che prevedeva la gestione totalmente pubblica tramite azienda speciale e inserendo altri emendamenti, si è voluto creare un “favor” verso la gestione in-house tramite SpA totalmente pubblica.
Questo non corrisponde a verità!
Il governo ha appena approvato e mandato al vaglio degli organi competenti uno dei decreti attuativi (il 124/2015) della legge Madia sulla Pubblica Amministrazione che ha riscritto totalmente la normativa sulla gestione dei Servizi Pubblici Locali (SPL). Il nuovo testo ha i seguenti obiettivi: a breve periodo “....ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di stretta necessità” e come obiettivo finale: “....valorizzare il principio della concorrenza ..... in una ottica di rafforzamento del ruolo dei soggetti privati”. Cioè un marcatissimo “sfavor” nei confronti della gestione totalmente pubblica, anche tramite SpA, tanto che all'art.25, comma 1, lettera d, riporta esattamente “l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato”. Papale papale, il testo abrogato dal secondo quesito referendario del 2011!
Le tariffe sono proposte dai gestori nel rispetto delle regole del mercato e approvate da una Autorità che ha nella sua ragione di esistere “La regolazione del mercato” e gli investimenti sono completamente coperti dalle tariffe pagate dagli utenti, senza che i privati apportino alcun capitale proprio. Ed è proprio la gestione dei tubi la “ciccia” sulla quale i privati realizzano lauti guadagni; chi controlla quei tubi è di fatto proprietario dell'acqua, visto che agisce in regime di assoluto monopolio.
Vi chiediamo di unirvi a noi nella lotta contro il decreto attuativo Madia, per il riconoscimento dell'acqua quale bene comune delle collettività locali, sottoscrivendo la petizione che vi presentiamo.
Nel territorio comasco, dopo un lungo e non facile percorso che prevede ancora alcune tappe, si sta finalmente prospettando la concretizzazione dell’affidamento della gestione del servizio idrico a una società,  a totale partecipazione pubblica (in house), Como Acqua srl; i soci, infatti, sono i Comuni e la Provincia, che svolgeranno sulla società un controllo analogo a una propria gestione diretta.
Con l’entrata in vigore effettiva del decreto Madia tutto quanto fatto finora sarà perso e l’affidamento della gestione dell’acqua, in tutta la provincia di Como, dovrà essere effettuato tramite gara (a livello europeo) per la scelta del gestore privato.
Voi tutti sapete bene che mondo volevate quando avete detto un semplice e grande sì all'acqua pubblica: un mondo in cui al Mercato si mette almeno qualche argine. Nulla di più, ma anche nulla di meno.
Comitato Provinciale Comasco per l’Acqua Pubblica

 

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in allegato file .pdf con la petizione che va stampata in A3, contiene sia facciata fronte che retro. tutti i moduli con le firme raccolte vanno consegnati entro il 10 giugno 2016 presso il circolo ARCI Xanadu - Cinema Gloria a Como. altrimenti contatate il comitato di Como per accordarvi in maniera diversa.

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i banchetti dove firmare sul territorio:

dom 22 maggio Faloppio - Sagra del pane

merc 25 maggio e merc 1 giugno  (Olgiate Comasco - davanti al mercato  ore 8.30-12.30)

sab 28/05 Uggiate Trevano - piazza davanti alla farmacia (orari ancora da definire)

dom 5 giugno Lurate Caccivio - Festa Pro Loco (orari ancora da definire)

dom 12/06 Paré (comune Colverde) Sagra di S. Giuseppe (orari ancora da definire)

dom 19/06 Drezzo (commune Colverde) Sagra del Pesce (orari ancora da definire)

Attachments:
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Cinque anni dopo la straordinaria vittoria referendaria del movimento per l’acqua, Partito Democratico, governo Renzi e ministro Madia tentano un doppio affondo per chiudere definitivamente l’anomalia di un pronunciamento democratico dell’intero paese, frutto di un’esperienza di partecipazione dal basso senza precedenti e di un’alfabetizzazione sociale che ha imposto il paradigma dei beni comuni contro il pensiero unico del mercato.

 

Nei prossimi giorni la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, presentata con oltre 400.000 firme nel 2007, approderà nell’aula parlamentare: vi arriverà, tuttavia, con una serie di emendamenti, portati avanti dal Partito Democratico, che ne stravolgerà il testo e il significato, eliminando ogni riferimento alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e alla sua gestione partecipativa, che ne costituivano il cuore e il senso.

 

E’ bene che il PD sappia fin da subito che tutto questo non solo non viene fatto nel nostro nome, ma che è un’espressione di disprezzo della volontà popolare chiara, netta e senza ritorno.

 

E, mentre in Parlamento si consuma questa ignobile farsa, è finalmente disponibile il Testo Unico sui servizi pubblici locali, decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015.

 

Tuttavia, mentre il comma c) dell’art. 19 della legge cosi recita: “individuazione della disciplina generale in materia   di regolazione e organizzazione dei servizi di interesse economico

generale di ambito locale (..) tenendo conto dell’esito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011”, ecco quali sono le finalità dichiarate del decreto attuativo, così come riportate nell’analisi di impatto allegata:

 

  1. a) ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di stretta necessità;
  2. b) garantire la razionalizzazione delle modalità di gestione dei servizi pubblici locali, in un’ottica di rafforzamento del ruolo dei soggetti privati.

 

Il decreto è un vero e proprio manifesto liberista che –art. 4, comma 2- promuove “la concorrenza, la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione dei servizi pubblici locali di interesse economico generale”.

 

Logica conseguenza di quest’assunto sono:

 

  1. l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali a rete attraverso società per azioni (art. 7, comma 1);
  2. l’obbligo, laddove la società per azioni sia a totale capitale pubblico, di rendere conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato (art. 7 comma 3), di presentare un piano economico-finanziario relativo a tutta la durata dell’affidamento, sottoscritto da un istituto di credito (art. 7, comma 4), di acquisire il parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

 

E perché sia chiaro a tutti come l’anomalia referendaria vada definitivamente consegnata agli archivi, ecco ricomparire, dopo anni con cui si era tentato di nasconderla dentro la dicitura “oneri finanziari”, l’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini avevano democraticamente abrogato.

 

Il totale disprezzo della volontà popolare e della democrazia non poteva essere meglio esternato.

Hanno annichilito il paese con la trappola-shock del debito pubblico e lo hanno rinchiuso nella gabbia del pareggio di bilancio, del patto di stabilità e dei vincoli monetaristi: ora si apprestano alla definitiva espropriazione di ciò che ci appartiene per consegnarlo ai grandi interessi delle lobby finanziarie.

 

Alle donne e agli uomini che in tutti questi anni hanno detto chiaramente come l'acqua e i beni comuni siano garanzia di diritti universali e, come tali, da sottrarre al mercato e da restituire alla gestione partecipativa delle comunità territoriali, il compito di fermare Renzi, Madia e le lobby della finanza, che hanno deciso di assecondare.

Oggi più che mai si scrive acqua, si legge democrazia.

Marco Bersani (Attac Italia)

 

Care/i,
il Governo intende portare l'attacco finale all'acqua e alla democrazia attraverso lo stravolgimento della legge sull'acqua e l'esplicita contraddizione dell'esito referendario attuata tramite il decreto Madia.

Diviene, dunque, opportuno fare pressione sui Parlamentari.  

Pertanto, nei giorni 17 e 18 marzo inviamo tutt* una mail ribadendo: "Giù le mani dall'acqua, il mio voto va rispettato!".
 
Di seguito il testo della mail che si propone di inviare ai parlamentari (in allegato gli indirizzi email).
 
Abbiamo pubblicato sul sito la notizia al seguente link "17-18 Marzo - Invia anche tu una mail ai parlamentari "Giù le mani dall'acqua, il mio voto va rispettato!", così da facilitarne la diffusione.
 
Attiviamoci tutte e tutti!

Un saluto.
Paolo
 
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Leggi tutto: 17-18 Marzo - Invia anche tu una mail ai parlamentari "Giù le mani dall'acqua, il mio voto va...

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Ci stringiamo attorno a Francesco in questo giorno triste e doloroso per tutti.