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Lombardia

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Il Presidente del Consiglio ha confessato che la moratoria è solo per far saltare il referendum e che è intenzione del Governo di riproporre il piano nucleare fra uno, due anni, sperando che la gente dimentichi il disastro di Fukushima.
MA SARA' SOLO LA CASSAZIONE A DECIDERE SUL REFERENDUM!!!
Diversi giuristi ritengono invece che non ci siano gli elementi per annullarlo e dunque
IL REFERENDUM SI FARA'!
il 12-13 votiamo SI' per fermare il nucleare.
Votiamo SI' anche per l'acqua pubblica

Car*,
   ieri in Consiglio Regionale c'è stata la discussione dell'interrogazione sul dopo referendum: l'assessore Raimondi ha risposto che la Giunta regionale non intende modificare l'art. 49 della legge regionale fintantoché il Ministero non comunicherà le proprie intenzioni su come verrà modificata la legge nazionale; mentre sull'art. 48 Raimondi ha detto che le Province devono andare avanti nella costituzione degli Uffici d'Ambito, poiché questa parte non è inficiata né dal referendum né dal ricorso alla Corte Costituzionale.

Sempre ieri, a Como e a Lecco si sono tenute le assemblee dei sindaci dei rispettivi ATO (mentre a Monza si è tenuta l'assemblea dei sindaci dell'azienda pubblica ALSI), con all'OdG la discussione sullo scioglimento dell'A.ATO e sull'avvio del percorso per la costituzione dell'Ufficio d'Ambito provinciale (la cui costituzione formale spetta al Consiglio Prov.le). Nelle suddette assemblee la decisione presa è stata quella di sospendere fino all'autunno la procedura, in attesa dell'adeguamento della legge nazionale e regionale all'esito del referendum e in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale (che è previsto per il 24 ottobre). I sindaci, accogliendo anche le richieste dei Comitati acqua, hanno dimostrato di essere preoccupati di avviare un percorso (l'Ufficio d'Ambito, appunto) che li esproprierebbe della titolarità sull'acqua.
Consideriamo però che l'attuale formulazione dell'art. 48 della legge regionale prevede il commissariamento di quegli ATO che entro il 30 giugno non hanno costituito l'Ufficio d'Ambito: occorre pertanto monitorare le intenzioni della Giunta regionale sui commissariamenti (sarebbe da pazzi commissariare 11 province su 12 !). Inoltre occorre che noi presentiamo alcune proposte di modifica della legge regionale da sottoporre ai Consiglieri Regionali.

In tal senso cade a fagiolo il seminario previsto per il 15 luglio, che vuole appunto analizzare gli scenari sul dopo referendum e le nostre proposte di modifica della legge regionale.
Per ora è tutto.
Ciao, Roberto

Diffida contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia!

Milano, 28 marzo 2011  -  “Diffidiamo i Presidenti delle Province della Lombardia ad avviare la privatizzazione dell’acqua!”. E’ questa l’azione intrapresa in queste ore dal Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica che, attraverso i Comitati territoriali, ha intimato alle Amministrazioni Provinciali della Lombardia di sospendere l’applicazione della legge regionale sui servizi idrici, almeno fino allo svolgimento dei Referendum nazionali contro la privatizzazione dell’acqua.  Infatti la legge regionale, approvata lo scorso 22 dicembre dal Consiglio Regionale lombardo, prevede l’applicazione del decreto Ronchi (che obbliga i Comuni a mettere a gara la gestione dei servizi idrici e pertanto a privatizzarli), contro cui è stato indetto il Referendum abrogativo, che verrà votato in tutta Italia il 12 e 13 giugno (www.referendumacqua.it ). Quello che i Comitati acqua vogliono evitare è che in Lombardia (unica regione d’Italia ad aver approvato una legge che recepisce il decreto Ronchi!) si decida di svendere la gestione degli acquedotti pubblici, ancor prima che i cittadini si esprimano col voto dei Referendum.

I Comitati acqua diffidano inoltre i Presidenti delle Province ad avviare le procedure per la costituzione degli Uffici d’ambito, ovvero i nuovi organismi provinciali in materia di servizi idrici, formati solamente da un Consiglio di Amministrazione. Gli Uffici d’ambito sostituirebbero le esistenti Autorità d’ambito (A.ATO), formate invece dai sindaci di tutti i comuni del territorio provinciale. Il rischio, in questo caso, è che le competenze e le decisioni in materia di servizi idrici (investimenti da realizzare, tariffe, modalità di affidamento delle gestioni, ecc) vengano passate tout court dai sindaci alle province, espropriando di fatto i comuni dalla possibilità di decidere sui destini di un bene primario qual è l’acqua. La richiesta di soprassedere alla costituzione degli Uffici d’ambito discende anche dal D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), pubblicato in data odierna, che proroga la soppressione delle A.ATO fino al 31 dicembre 2011.

Si ricorda inoltre che la norma regionale sull’acqua è stata stoppata anche dal Governo; infatti lo scorso 23 febbraio il Consiglio dei Ministri ha annunciato l’impugnazione per incostituzionalità di una parte della legge lombarda, che dovrà pertanto ritornare in Consiglio Regionale per essere modificata.

Alla luce di quanto sopra, i Comitati lombardi chiedono di congelare ogni decisione sui destini dell’acqua, almeno fino allo svolgimento dei Referendum

La campagna referendaria è stata avviata sabato 26 marzo con la partecipatissima Manifestazione nazionale, che ha visto 300 mila persone sfilare per le vie di Roma a difesa dell’acqua pubblica. I Comitati per l’acqua invitano pertanto tutti i cittadini ad andare a votare il 12 e 13 giugno per i 2 Referendum sull’acqua, allo scopo di sottrarre i servizi idrici dalle mani del mercato e della speculazione finanziaria.

Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica

info: Roberto Fumagalli - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.