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Como provincia

ecco la prima mail giunta al comitato in risposta alla nostra lettera aperta ai candidati sindaci per la provincia di Como - Elezioni amministrative 2017

Celeste Grossi

Candidata sindaca della Prossima Como

 

Care compagne e cari compagni del Comitato comasco provinciale per l’acqua pubblica, eccovi, in estrema sintesi, il  punto di vista mio e della lista La prossima Como sul tema che naturalmente noi inseriamo nel più generale contesto dei diritti e della necessaria lotta alla privatizzazione dei beni comuni e alla ripublicizzazione di essi.

A quasi 6 anni dalla straordinaria vittoria referendaria del movimento per l’acqua, un’esperienza di partecipazione dal basso senza precedenti, alla quale io personalmente e molti dei candidati e della candidate di La prossima Como abbiamo dato un contributo, le cittadine e i cittadini di questa città che hanno detto chiaramente come l'acqua e i beni comuni siano garanzia di diritti universali e, come tali, da sottrarre al mercato e da restituire alla gestione partecipativa delle comunità territoriali, non possono rassegnarsi alla lentezza con cui si sta dando risposta alla volontà popolare. 

Leggi tutto: Celeste Grossi per l'acqua pubblica/ lettera aperta ai candidati sindaci

L’UNI3 (Università Terza Età) di Mariano Comense organizza per la serata di venerdì 7 aprile un incontro, aperto alla cittadinanza, sul tema dell’acqua, al termine di un anno dedicato a questa preziosa nostra risorsa, analizzata nei suoi vari aspetti: scientifico, antropologico, artistico, geografico, sociale, giuridico ed economico.

Con l’aiuto di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” nonchè membro dell’associazione “Contratto Mondiale sull’Acqua”, e di Igor Malgrati, ingegnere del Comitato Internazionale Croce Rossa, cercheremo di capire come l’acqua da risorsa è diventata merce redditizia che anima un gigantesco giro d’affari i cui protagonisti sono gli Stati e mega imprese multinazionali, come tutelarci e come permettere che tutti ne abbiano accesso, che tutti possano godere di acqua “buona”, insomma che ci sia veramente un DIRITTO ALL’ACQUA.

Durante l’incontro si spazierà dall’ambito internazionale a quello locale. Si discuterà della disponibilità e dell’uso dell’acqua nel Mondo, anche con gli esempi concreti di alcuni Paesi, tra cui in particolare Yemen e Afghanistan. Fino ad arrivare alla gestione del servizio idrico nel territorio della provincia di Como e quindi anche di Mariano Comense: cos’è successo dopo il Referendum del 2011? come funziona la gestione degli acquedotti nel nostro territorio? come cambierà la bolletta dell’acqua nei prossimi anni?

L’incontro è a ingresso libero ed aperto a tutti.

VENERDI’ 7 APRILE ORE 21 – SALA CIVICA, PIAZZA ROMA, MARIANO COMENSE

«I sottoscritti - scrivono i delegati Cgil nelle aziende dell'acqua - intendono intervenire in merito al processo di affidamento della gestione dell'acqua al soggetto unico provinciale Como Acqua srl.
(riferimento: www.provincia.como.it/news/AFFIDAMENTO-COMO-ACQUA.html)
Precisiamo anzitutto che condividiamo il progetto di affidamento ad un unico soggetto, totalmente pubblico, così come previsto al Referendum sull'acqua votato dalla maggioranza degli Italiani nel 2011

Però a questo punto occorre accelerare il percorso di fusione delle società esistenti (e di cessione del ramo idrico per le aziende pluri-servizi); riteniamo che il percorso ipotizzato dall'ATO e dalla Provincia di Como, che si concluderà dopo il 2017, risulta troppo lungo e farraginoso.
Secondo noi occorre rendere operativa il prima possibile la società unica COMO ACQUA srl.
Inoltre il percorso deve avvenire con tutte le necessarie garanzie per i lavoratori del settore, i quali devono essere inquadrati con lo stesso contratto (gas-acqua) e con le stesse tutele.

Tutto quanto sopra a garanzia dei lavoratori stessi, ma soprattutto con l'obiettivo di migliorare il servizio di gestione degli acquedotti, delle fognature e dei depuratori, nell'interesse di tutti i cittadini e dell'ambiente».

Leggi tutto: Gestione dell'acqua in provincia di Como: bisogna accelerare l'operatività di Como Acqua srl

Como, dicembre 2016 - A più di un anno dal conferimento al gestore unico "Como Acqua", il processo è fermo al palo. Alcuni problemi sono ancora irrisolti: "Al momento - spiega Giuseppe Augurusa, responsabile ufficio legale e delegato alle partecipate della Cgil di Como - siamo ancora al gestore "plurimo" e non unico, non sono state avviate le fusioni dei rami d'azienda, non è stata risolto il rapporto con le società a capitale misto, inconferibili con le cessioni dei rami d'azienda e senza accordo
con gli imprenditori privati (sono due: "Como depur", partecipata del Comune di Como, e "Lariana depur"), resta ancora da capire come sarà gestita in futuro la parte di lavoro in economia (si esclude che i comuni possano impegnere i propri dipendenti) e resta quindi indefinita la pianta organica, non è a regime un sistema unico di fatturazione. Quest'ultimo aspetto, inoltre, alla lunga solleva un problema di legittimità: chi emette le bollette deve corrispondere a chi gestisce". La Cgil è presente
al tavolo come gruppo di lavoro che si occupa del personale; le grandi questioni, quindi, restano ancora irrisolte. "Però - aggiunge Augurusa - ci si è prodigati senza passare dall'assemblea dei soci (atto di trasparenza che ci pareva dovuto), a nominare un direttore generale. Siamo sorpresi: non capiamo quale necessità vi
fosse di procedere a una nomina attraverso un bando "balneare". In questa fase, quindi, Como Acqua si ritroverebbe con zero dipendenti e un direttore generale. Una
situazione singolare sia secondo buon senso sia secondo la legge, che prevede la governance inferiore al numero degli addetti. Lo stipendo del dg, 160mila euro all'anno per tre anni, ci sembra in questa fase un investimento fuori luogo. Ci sarebbe sembrato più logico investire su una figura così importante dopo aver ricompreso dentro
Como Acqua un primo patrimonio industriale".
"Intendiamo stigmatizzare - aggiunge Giacomo Licata, segretario generale della Camera del Lavoro di Como - la scelta del CdA che, a nostro avviso, getta discredito anche sulla politica. Non crediamo di affermare nulla di nuovo evidenziando che la nomina dei componenti del CdA è frutto di un intesa tra le principali forze politiche a cui
fanno riferimento i soci.
Per queste ragioni, ci aspettiamo dai sindaci e dai rappresentanti della politica comasca una presa di distanza da una nomina sbagliata, costosa einutile. Consideriamo grave che attorno alla gestione del bene comune, l'acqua, si rischi di trasmettere il messaggio di una politica impotente o addirittura complice rispetto a fenomeni che
delegittimano la gestione di un servizio primario".

Per maggiori informazioni: Giuseppe Augurusa, responsabile ufficio legale e delegato alle società partecipate: 3357526975

Giacomo Licata, segretario generale Camera del Lavoro di Como, 335.6085170

A seguito del risultato del referendum del giugno 2011, che esprimeva chiaramente il volere dei cittadini  di affidare la gestione dell’acqua ad aziende di esclusiva proprietà pubblica, e anche della continua azione del Comitato Comasco per l’Acqua pubblica,  i comuni della provincia di Como hanno deciso di affidare la gestione del servizio idrico di tutta la provincia a un’unica società, detta in-house (ovvero “in casa”), questo perché il servizio idrico è organizzato in ambiti territoriali ottimali (ATO) e la regione Lombardia ha deciso che gli ATO lombardi devono corrispondere ai confini amministrativi delle province, con un unico gestore per provincia.- l'in-house è stata costituita il 28 aprile 2014, gli azionisti sono unicamente gli enti locali, quindi, la società è a totale partecipazione pubblica; a oggi hanno aderito circa 50 comuni della provincia di Como, quindi un terzo della provincia; in autunno ci sarà il secondo step di adesioni dopo la prima necessaria revisione di alcuni punti tecnici statutari;- stando questa la situazione, come Comitato per l’Acqua pubblica siamo soddisfatti della decisione di costituire una società in-house, riteniamo tuttavia che si debba tener conto dei bacini idrografici che interessano diverse province, ad esempio il fiume Lura (CO-VA), e delle diverse specificità del territorio della provincia di Como (lago, brianza, comunità montane ecc.). Inoltre restiamo convinti che la migliore garanzia per i cittadini,  quanto a trasparenza e a gestione totalmente pubblica, sarebbe l’azienda speciale, cioè un ente pubblico senza scopo di lucro dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale;- l’in-house dovrà assorbire tutte le aziende esistenti sul territorio, ma a tutt'oggi manca ancora un piano industriale, che dovrà prevedere i lavori di riorganizzazione e ristrutturazione delle reti; punto nevralgico del piano industriale della provincia sarà l'assorbimento della Comodepur spa, cioè la società mista, pubblico-privato, che gestisce il depuratore di Como;- auspichiamo inoltre che il comune di Como aderisca all'in-house, come da programma elettorale e renda i cittadini partecipi nelle scelte anche attraverso incontri pubblici;A livello regionale sono attualmente in discussione le modifiche per armonizzare la legge regionale col risultato referendario, in quanto ancora in forte contrasto (per es. il servizio idrico risulta ancora di rilevanza economica). In questo senso, per cambiare la legge regionale, anche i comitati locali provinciali per l'acqua pubblica stanno lavorando con osservazioni e nuove proposte.Come Comitato Comasco per l’Acqua pubblica non abbiamo mai smesso di abbassare la guardia ma anche tutti i cittadini non devono abbandonare questa battaglia: solo insieme a voi possiamo continuare, tenendo alta l’attenzione dei nostri amministratori, a pretendere una gestione pubblica dell’acqua. Comitato Comasco Provinciale Acqua Pubblicavia Lissi 6 Como - presso sede provinciale ARCIwww.acquacomo.it